mercoledì 8 maggio 2013

OMEGA 3 - IODIO - FERRO mangiamo più cozze

I molluschi sono una vera prelibatezza gastronomica.
In Italia si producono 120 mila tonnellate di cozze e 30 mila tonnellate di vongole l'anno; rappresentano una importante fonte di proteine e aminoacidi che il nostro organismo non riesce da solo a produrre.

Ricchi di acidi grassi Omega 3 essenziali per moltissime funzione del nostro organismo,  mangiare 3 cozze al giorno significa ridure il rischio di malattie cardiache, anche se recenti studi non ravvedono, nell'assunzione di Omega 3, tutti i benefici fino ad ora assegnatoli, sopratutto se ingeriti attraverso integratori.


Le cozze, come tutti molluschi in genere, sono ricchi di iodio, un micronutriente importante per attivare gli ormoni tiroidei  necessari per svariati processi metabolici, mangiare 5 cozze al giorno sono un numero sufficiente per assorbire la quantità necessaria al fabbisogno alimentare pari all’equivalente di 10 kg di pollo. 
Contengono un elevata quantità di ferro, più della carne e degli spinaci.
MITILI importante fonte di proteine e aminoacidi
Contengono solo lo 0,1% di mercurio, nocivo per il nostro organismo ma, molto meno di quello contenuto nel pesce azzurro, come il tonno o pesci di grande dimensione, pertanto, risultano ottimi per le diete ipocaloriche poichè privi di grassi, anche se  spesso i molluschi sono demonizzati per il contenuto  di colesterolo, ma studi recenti, hanno dimostrato che non c’è correlazione tra il colesterolo presente nel sangue, al momento degli esami, con quello che si mangia, anzi gli Omega 3 ridurebbero gli effetti di colesterolo nocivo. 
Alcune ricerche si stanno concentranto per dimostrare che mangiare molluschi per un tempo prolungato ottimizza l’attività cerebrale, pertanto anche le donne in gravidanza dovrebbero fare largo consumo di questo importante alimento.
Le donne over 50 dovrebbero raddoppiare la quantità giornaliera circa 10 cozze al giorno, per assorbire la carenza di ferro (eme e non eme). Anche se il modo migliore per assorbire gli effetti nutritivi di questo gustosissimo mollusco sarebbe mangiarlo crudo abbinato con una spruzzata di limone la cui vitamina C attiva i  processi di sintesi per l'assorbimento del ferro non eme.  Ma il richio di contrarre le infezioni più comuni mangiandoli crudi risulta sicuramente maggiore, essendo la cozza un bivalve che  filtra circa mezza vasca di acqua al giorno trattenendo biotossine,  batteri e virus, pertanto assicuratevi sempre che siano certificate, che vengano allevate lontane da fonti di inquinamento come insediamenti industriali, rurali e di animali.
Batteri, virus e biotossine possono provocare distrurbi gastrointestinali i cui effetti raramente  risultamo mortali, ma sicuramente molto fastidiosi. 

Negli  allevamenti italiani il pericolo maggiore può derivare dalla presenza del virus di Epatite di tipo A e dalle biotossine dovute ad una sempre maggiore presenza di una particolare alga resistenti anche alla cottura. 
Ciò non deve scoraggiarvi a farvi desistere nel mangiarli ma  risulta sempre importante un accurata infomazione e alcuni accorgimenti quali: la scelta della zona in cui vengo allevati e i processi di stabulazione, alcune volte può capitare che vengono allevati in mari aperti e più puliti, ma poi stabulizzate utilizzando acqua in prossimità di insediamenti inquinanti.
La certificazione è un importante garanzia. 
Oggi l'Italia importa molluschi da ogni parte dì Europa pertanto il consumatore ha maggiore possibilità di scelta.
Inoltre, indipendentemente dalla provenienza, devono essere conservate, racchiuse e  ben serrate in un panno pulito e bagnato, evitando che le valve si aprano e continuino a filtrare acqua non stabulata, poste in luogo fresco a 2°-3° e mangiati non oltre le 48 ore dall’acquisto.  CUOCERLI PER 3 MINUTI A 80 GRADI è Il modo migliore e per evitare spiacevoli inconvenienti.

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